Quali sono le differenze tra Casa Vacanza e Locazione Turistica ?
Locazione breve uso turistico e casa vacanze
La differenza di base tra le due tipologie di alloggio consiste nella gestione: imprenditoriale nel caso della casa vacanze, più occasionale nel caso della locazione turistica o locazione breve.
Cos’è una casa vacanze?
Il c.d. Codice del turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79) stabilisce, all’art. 53, che “Gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del Codice civile in tema di locazione”. Il medesimo provvedimento rinvia poi, per l’inquadramento delle specifiche fattispecie contrattuali ed operative, alle disposizioni delle leggi regionali.
Pertanto, secondo la vigente normativa, la casa vacanze è, sul piano generale, un immobile arredato e gestito in forma imprenditoriale o meno, ceduto in locazione ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore ai tre mesi consecutivi.
Si segnala inoltre che spesso le leggi regionali sul turismo non contemplano la tipologia dell’“affitto breve” gestita in forma non imprenditoriale: in tal caso si farà riferimento alla disciplina civilistica contenuta negli artt. 1571 e seguenti del Codice Civile.
In linea generale, si considera:
- gestione in forma imprenditoriale quella esercitata da chi ha la disponibilità, a qualsiasi titolo, di 3 o più case;
- gestione non imprenditoriale l’attività esercitata dai privati che hanno la disponibilità di massimo tre unità abitative da concedere in locazione per brevi periodi e che non siano organizzati in forma di impresa.
In questo secondo caso, la regolamentazione del rapporto viene generalmente rimessa alla libera contrattazione tra le parti, ma il contratto deve rispettare il requisito della forma scritta. Per locazioni di durata complessiva inferiore a 30 giorni all’anno non vi è obbligo di registrazione.
La gestione non imprenditoriale va attestata mediante una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445. In tal caso non occorre l’apertura della Partita IVA.
Cosa accade se il Venditore non rispetta il termine di consegna dell’immobile?
Il contratto preliminare è l’accordo tra due parti con cui una si impegna a vendere e l’altra ad acquistare un bene, normalmente un immobile. La proprietà però si trasferisce solo con il contratto definitivo.
Cosa succede se non vengono rispettati gli accordi del preliminare
Qualora il preliminare avente per oggetto la vendita di un immobile con contestuale versamento di una somma di denaro a titolo di caparra confirmatoria non sia seguito entro i termini concordati dalla stipula del contratto definitivo, la parte adempiente può agire in giudizio per chiedere:
- la risoluzione del contratto per inadempimento (art. 1453 c.c.) con richiesta del risarcimento del danno;
- l’esecuzione forzata del contratto, con emissione di una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso (art. 2932 c.c.);
- la risoluzione del contratto con trattenimento della caparra (art. 1385 c.c.).
Se invece è inadempiente la parte che ha ricevuto la caparra, l’altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra.
Il legislatore ha predisposto forme di tutela nei confronti del compratore.
Dal punto di vista giurisprudenziale è stato sostenuto che:
“La risoluzione del contratto di diritto per inosservanza del termine essenziale (art. 1457 c.c.) non preclude alla parte adempiente, nel caso in cui sia stata contrattualmente prevista una caparra confirmatoria, l’esercizio della facoltà di recesso ai sensi dell’art. 1385 c.c. per ottenere, invece del risarcimento del danno, la ritenzione della caparra o la restituzione del suo doppio.”
(Cass. n. 21838/2010; Cass. n. 23315/2007)
In conclusione, a fronte del grave inadempimento della parte venditrice, l’acquirente adempiente non solo ha la facoltà di esercitare il diritto di recesso, ma anche il diritto di ottenere dalla controparte la restituzione del doppio della caparra versata.
(App. L’Aquila, 29 giugno 2015, n. 859)
Sportello Cittadinanza Italiana
SPORTELLO CITTADINANZA ITALIANA è il servizio di UNIONCASA ROMA SAN GIOVANNI dedicato a tutti i cittadini stranieri che vogliano avviare le procedure per l’acquisizione della cittadinanza in Italia.
Il nostro servizio nasce dall’esperienza pluriennale dei nostri operatori, con l’obiettivo di rendere questo traguardo importante accessibile in modo semplice, chiaro e tutelato.
I cittadini di qualsiasi nazionalità saranno assistiti in ogni fase del processo:
- Verifica dei requisiti e raccolta della documentazione necessaria
- Presentazione della domanda
- Supporto durante l’attesa e il monitoraggio dello stato della pratica
Anche dopo l’invio della domanda, i nostri professioni del settore CAF continueranno ad essere un punto di riferimento, offrendo assistenza nella dichiarazione annuale dei redditi e supporto per ogni esigenza collegata.
Acquisizione della cittadinanza dell’Unione Europea.
L’ottenimento della cittadinanza italiana comporta l’acquisizione di tutti i diritti ed i doveri previsti per i cittadini italiani. La cittadinanza italiana comporta automaticamente l’acquisto della cittadinanza dell’Unione Europea.
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In seguito, durante il periodo di attesa e avanzamento della pratica resteremo a vostra disposizione per la dichiarazione annuale dei redditi e tutte le pratiche che necessitano ai cittadini stranieri.
Cosa fare in caso di diniego della richiesta di cittadinanza?
Nel caso di diniego di una domanda di cittadinanza per naturalizzazione è possibile presentare ricorso avanti al Tribunale Amministrativo per il Lazio entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto. Nel caso di diniego di una domanda di cittadinanza per matrimonio è possibile presentare ricorso alla sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale del Tribunale del luogo in cui il ricorrente ha la dimora.
I nostri legali possono assistere il cittadino straniero in queste procedure.
Che cos’è il permesso di soggiorno per attesa cittadinanza?
Si tratta di un permesso di soggiorno che viene rilasciato al cittadino straniero, già residente ad altro titolo, per svolgere le procedure relative al riconoscimento della cittadinanza (es. riconoscimento della cittadinanza per nascita in presenza di ascendenti cittadini italiani).
Cittadinanza Italiana requisiti reddituali
Qual è il limite di reddito necessario per richiedere la cittadinanza italiana per naturalizzazione?
Il richiedente deve essere in possesso di un reddito personale o familiare, relativo ai 3 anni antecedenti alla presentazione della domanda, pari a:
- euro 8.263,31 per il richiedente senza persone a carico;
- euro 11.362,05 per il richiedente con coniuge a carico;
- euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico.
Il richiedente deve presentare le dichiarazioni dei redditi (modello UNICO, modello 730 o CUD) relative agli ultimi 3 anni.
Le colf, le badanti e i collaboratori domestici dovranno presentare anche l’estratto conto INPS.
È possibile richiedere la cittadinanza italiana in assenza di redditi propri?
Sì, lo straniero che ha maturato i requisiti di residenza in Italia previsti dalla legge può presentare la richiesta di concessione della cittadinanza italiana allegando il reddito di uno o più componenti del nucleo familiare, purché conviventi e presenti nello stesso stato di famiglia:
- il coniuge;
- i figli legittimi;
- i genitori;
- i generi e le nuore;
- il suocero e la suocera;
- i fratelli e le sorelle.
Sono esclusi i redditi di familiari diversi da quelli sopra elencati o non compresi nello stato di famiglia del richiedente.
Per le coppie di fatto, il convivente può contribuire al reddito, ma è necessario un contratto scritto di convivenza. Il contratto di convivenza è un accordo privato tra due conviventi, che formalizzano la convivenza con dichiarazione anagrafica presso il Comune di residenza. Può essere firmato davanti a un avvocato.
Contratto di locazione per studenti universitari
Sei un proprietario di un appartamento a Roma e vorresti affittare l’intera casa o alcune stanze di essa per periodi brevi periodi e massimizzare la rendita di questo immobile?
Devi sapere che è possibile affittare l’intero appartamento e porzioni di esso per periodi brevi se il conduttore è uno studente universitario o iscritto a una scuola di specializzazione universitaria, e o puoi fare avendo l’agevolazione fiscale prevista per i contratti a canone concordato. Questo tipo di contratto è prevista dalla normativa per contratti ad uso abitativo legge 431/98 che disciplina i contratti di locazione ad uso abitativo e prevede che gli accordi territoriali depositati al Comune regolamentino l’applicazione dei contratti di locazione per Studenti Universitari.
CONTRATTO DI LOCAZIONE PER STUDENTI UNIVERSITARI FAQ
CHI DEVE ESSERE IL CONDUTTORE?
Il conduttore deve essere uno studente universitario fuori sede, quindi avere residenza fuori dal Comune di Roma. Questa condizione ne motiva la necessità temporanea di avere un alloggio per il periodo di svolgimento degli studi a Roma.
QUANTO PUO’ ESSERE LA DURATA DI UN CONTRATTO?
La durata minima è di 6 mesi e massima di 36 mesi rinnovabili una sola volta. Alla prima scadenza l’inquilino studente può solamente lui dare disdetta al contratto, con una comunicazione di almeno 3 mesi prima, altrimenti il contratto di rinnova automaticamente per lo stesso periodo.
CHI PUO’ RECEDERE ANTICIPATAMENTE DAL CONTRATTO?
Il conduttore può recedere anticipatamente da contratto, attraverso una comunicazione per lettera raccomandata A/R per gravi motivi da recapitare almeno 3 mesi prima.
COSA SUCCEDE ALLA SCADENZA DEL PERIODO DI PROROGA?
Terminato il periodo di proroga il contratto cessa definitivamente ed è necessario stipulate un nuovo contratto di locazione.
POSSO AFFITTARE L’INTERO APPARTAMENTO A PIU’ STUDENTI UNIVERSITARI?
Sì è possibile, tutti i conduttori intestatari del contratto saranno solidalmente obbligati al pagamento del canone mensile fissato nel contratto di locazione.
NEI CONTRATTI COINTESTATI PUO’ RECEDERE UNILATERALMENTE UNO SOLO DEI CONDUTTORI?
Si, può recedere anticipatamente uno solo dei conduttori dandone comunicazione di recesso dal contratto nei termini previsti ovvero almeno 3 mesi prima. Può subentrare al suo posto un altro studente per il periodo residuo del contratto.
E’ POSSIBILE SCEGLIERE UN CONTRATTO A CANONE LIBERO?
Si può scegliere di un contratto a canone libero ma in questo caso la durata minima è 4 anni.
QUALI SONO I VANTAGGI ER IL LOCATORE?
Il locatore può affittare per periodi brevi ( da 6 a 36 mesi) ed ottenere il benificio fiscale previsto per i contratti a canone concordato quale ad esempio l’applicazione della cedolare secca al 10% sui redditi da locazione.
QUALI SONO I VANTAGGI PER IL CONDUTTORE?
Lo studente o un suo familiare (genitore) che lo sostiene può beneficiare della detrazione fiscale pari al 19% con un limite massimo di spesa pari a € 2.663,00 annui. Lo studente fuori sede per ottenere tale beneficio deve essere residente almeno 100 km dalla sede dell’Università e/o comunque in una provincia diversa.
Per assistenza su contratti a canone concordato per studenti Universitari può rivolgerti alla nostra sede di UNIONCASA Roma San Giovanni. Da noi può ricevere il calcolo del canone concordato massimo pattuibile, Asseverazione dell’Attestazione , redazione del contratto e la sua registrazione.
Modalità ed esecuzione del rilascio dell’immobile locato
L‘art. 1591 c.c. disciplina, dunque, la responsabilità contrattuale dell’ex conduttore, quale conseguenza dell’inadempimento dell’obbligazione di restituzione dell’immobile al locatore.
A questo ultimo spetta il solo onere di provare l’inadempimento, ma non il dolo o la colpa dell’inadempiente, al quale spetta invece il più gravoso onere probatorio di dimostrare l’impossibilità della riconsegna per una causa a lui non imputabile. Ne deriva che il conduttore inadempiente non può sottrarsi a questa obbligazione risarcitoria.
Il giudice in ogni provvedimento con cui dispone il rilascio, sia esso un’ordinanza di convalida di sfratto per finita locazione o per morosità, o di licenza per finita locazione, così come una sentenza di cessazione per spirare del termine di durata o di risoluzione per inadempimento del conduttore, deve fissare la data dell’esecuzione entro il termine massimo di mesi sei ovvero, in casi eccezionali, di mesi dodici dalla data del provvedimento.
Modalità ed esecuzione del rilascio
- Il conduttore che ritardi nella restituzione della cosa locata deve versare al locatore il corrispettivo convenuto sino alla riconsegna.
- Nell’eventualità in cui il locatore abbia patito un maggior danno per effetto della ritardata riconsegna, il conduttore deve risarcirlo.
- Il locatore o il conduttore che intendano opporsi al provvedimento giudiziale di rilascio devono proporre reclamo al Tribunale in composizione collegiale.
- L’opposizione deve limitarsi alla data fissata per l’esecuzione e censurare il provvedimento impugnato solo in ordine alla giusta e ponderata considerazione, da parte del giudice, dei parametri valutativi indicati dall’ 56, comma 1, L. n. 392/1978.
Contratto di locazione cointestato con piu’ conduttori
Vuoi affittare il tuo appartamento a Roma e non sai se puoi scegliere come inquilini una o più persone?
Buone notizie: puoi affittare il tuo appartamento anche a più di una persona, che compariranno come conduttori nel contratto di locazione.
A prescindere dalla tipologia di contratto utilizzato, i conduttori possono essere due o più persone, le quali firmeranno il contratto e assumeranno l’obbligo di pagamento del canone di locazione come previsto dal contratto stesso.
Ci sono limiti al numero di inquilini nel contratto di locazione?
È possibile stipulare un contratto di locazione cointestato senza un limite al numero di persone partecipanti come inquilini.
Quali sono le regole da seguire?
Se nel contratto di locazione compaiono più conduttori, le regole di legge prevedono che fra tutti i cointestatari vi sia l’obbligo solidale al pagamento del canone di locazione, come previsto dagli articoli 1292 e 1294 del Codice Civile.
Questo significa che tutti insieme hanno l’obbligo di pagare il canone di locazione come pattuito nel contratto e, se uno dei conduttori non provvede al pagamento, saranno obbligati tutti gli altri a versare l’importo totale stabilito nel contratto.
L’art. 1294 del Codice Civile chiarisce che i condebitori sono tenuti in solido al pagamento, salvo diversa previsione di legge o del contratto.
In definitiva, quando compaiono più conduttori nel contratto di locazione, questi sono obbligati solidalmente al pagamento, salvo che nel contratto venga stabilita una diversa ripartizione delle obbligazioni.
Chi ha convenienza a cointestare un contratto di affitto?
- Il proprietario di casa, perché ha più persone obbligate solidalmente al pagamento del canone di locazione, aumentando così la sicurezza del pagamento dell’affitto.
- L’inquilino che desidera condividere la casa con il partner o il coniuge.
- Chi intende dividere le spese dell’affitto e delle utenze con altre persone, riducendo i costi mensili, come nel caso degli studenti universitari fuori sede.
- Chi vuole garantire agli eredi la possibilità di continuare ad abitare nell’immobile in caso di decesso di uno dei conduttori.
Qual è lo svantaggio di un contratto cointestato a più conduttori?
Lo svantaggio può riguardare l’inquilino che potrebbe rispondere delle inadempienze degli altri conduttori.
Può recedere anticipatamente uno solo dei conduttori?
Sì, può recedere anticipatamente anche uno solo dei conduttori, dandone comunicazione scritta al locatore e rispettando i termini di preavviso previsti nel contratto di locazione.
In questo caso, i conduttori che rimangono sono tenuti al pagamento del canone e delle utenze come stabilito nel contratto.
La risoluzione anticipata comporta il pagamento di € 67,00 per l’imposta di registro presso l’Agenzia delle Entrate.
Le detrazioni fiscali come vengono ripartite?
Coloro che sono intestatari di un contratto di locazione hanno diritto alla detrazione fiscale per il canone di locazione pagato durante l’anno, sulla base del proprio reddito imponibile e della tipologia di contratto utilizzato, come canone concordato o canone libero.
La detrazione fiscale viene ripartita equamente fra i vari conduttori intestatari del contratto.
È bene ricordare che la detrazione fiscale è prevista per la locazione di immobili adibiti ad abitazione principale.
Canone concordato domande frequenti
Cos’è un contratto di locazione a canone concordato?
È un tipo di contratto di affitto dove l’importo del canone è stabilito secondo accordi locali tra associazioni di proprietari e inquilini, al fine di mantenere i canoni di affitto competitivi rispetto al mercato libero. Offre inoltre la possibilità di durate differenti in base alla tipologia di contratto.
Quali sono i vantaggi del contratto a canone concordato?
Principalmente sono le agevolazioni fiscali a rendere particolarmente vantaggiosi i contratti d’affitto a canone concordato. Per questa tipologia di contratti è possibile optare per la cedolare secca al 10%, che sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di bollo e imposta di registro.
Qual è la durata minima di un contratto a canone concordato?
La durata minima standard è di 3 anni, con rinnovo automatico di altri 2 anni, nel caso del contratto 3+2. Per il contratto transitorio la durata minima è di 1 mese, mentre per il contratto per studenti è di 6 mesi.
Quali sono le tipologie dei contratti a canone concordato?
Le norme sulle locazioni stabiliscono tre tipologie di contratto a canone concordato:
- Contratto di locazione abitativa: non può avere durata inferiore a 3 anni e alla prima scadenza si rinnova di 2 anni, salvo disdetta.
- Contratto per studenti: ha durata da 6 mesi a 3 anni ed è rinnovabile alla prima scadenza, salvo disdetta.
- Contratto transitorio: ha durata non superiore a 18 mesi e non è rinnovabile.
Per un contratto concordato, i valori del canone vengono stabiliti a livello comunale tramite specifici accordi tra le parti sociali.
Qual è il ruolo delle associazioni dei proprietari e degli inquilini nei contratti a canone concordato?
Le associazioni dei proprietari e degli inquilini negoziano e stabiliscono gli accordi territoriali che definiscono i canoni di affitto, le condizioni contrattuali e le modalità di calcolo del canone concordato. Successivamente verificano, con un’attestazione di conformità, che il contratto sia conforme all’accordo locale di riferimento.
Il contratto transitorio è rinnovabile?
Il contratto di locazione transitorio può avere una durata massima di 18 mesi e alla scadenza cessa automaticamente, senza possibilità di rinnovo tacito. Se permane l’esigenza transitoria, sarà necessaria la stipula di un nuovo contratto.
Quali vantaggi offre un contratto a canone concordato per il proprietario?
Il proprietario può beneficiare di agevolazioni fiscali, come la riduzione dell’IMU e la tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’affitto, spesso con cedolare secca al 10%.
Quali vantaggi offre un contratto a canone concordato per l’inquilino?
L’inquilino paga un affitto più basso rispetto al mercato libero e ha una maggiore stabilità contrattuale, con durate prefissate e minori rischi di aumenti improvvisi del canone. Inoltre, in base alla sua condizione reddituale, può ottenere ulteriori sgravi.
È possibile prorogare un contratto a canone concordato?
Sì, il contratto può essere prorogato previo accordo tra le parti e nel rispetto delle condizioni previste dall’accordo territoriale. Fa eccezione il contratto transitorio, che cessa automaticamente alla scadenza.
Cosa succede in caso di morosità dell’inquilino?
In caso di morosità, il proprietario può inviare una richiesta formale di pagamento e, se il problema persiste, avviare la procedura di sfratto.
Quali sono le sanzioni per chi non rispetta le clausole di un contratto a canone concordato?
Le sanzioni possono includere la risoluzione del contratto, il risarcimento dei danni e, in alcuni casi, penali pecuniarie.
Quali sono i requisiti per stipulare un contratto a canone concordato?
Per stipulare un contratto a canone concordato, l’immobile deve essere situato in un Comune ad alta tensione abitativa o in un Comune che abbia stipulato accordi territoriali.
Inoltre, sia il locatore che l’inquilino devono rispettare le condizioni previste dagli accordi locali.
Come si calcola l’adeguamento del canone in un contratto a canone concordato?
Gli adeguamenti del canone seguono le regole stabilite negli accordi territoriali.
Cosa succede se il locatore vuole vendere l’immobile durante la durata del contratto?
Il contratto di locazione resta valido anche se l’immobile viene venduto. Il nuovo proprietario subentra nei diritti e doveri del locatore fino alla scadenza del contratto.
Quali agevolazioni fiscali possono ottenere gli inquilini con un contratto a canone concordato?
Gli inquilini possono beneficiare di detrazioni fiscali sul reddito dichiarato, che variano in base alla situazione personale e al reddito complessivo, come previsto dalla normativa vigente.
Come si effettua la disdetta di un contratto a canone concordato?
La disdetta deve essere comunicata per iscritto, rispettando i termini di preavviso stabiliti nel contratto, solitamente di 6 mesi per il locatore e di 3 mesi per l’inquilino.
Che cos’è il contratto transitorio?
È un contratto di affitto a breve termine, con durata massima di 18 mesi, pensato per esigenze temporanee come trasferimenti di lavoro o altre situazioni specifiche.
Che cos’è il contratto per studenti universitari?
È un contratto pensato per gli studenti universitari fuori sede, con durata da 6 a 36 mesi, spesso con condizioni specifiche legate al percorso di studi.
Come viene calcolato il canone concordato?
Il canone viene determinato in base a parametri stabiliti dagli accordi locali, che tengono conto di fattori come zona, dimensioni dell’immobile, condizioni interne e servizi disponibili.
Quali documenti sono necessari per stipulare un contratto a canone concordato?
Sono necessari:
- Certificato di abitabilità dell’immobile
- Attestato di prestazione energetica APE
- Copia dell’accordo territoriale che definisce i canoni
- Documenti di identità delle parti
Chi deve registrare il contratto di locazione?
La registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate è obbligatoria e può essere effettuata sia dal proprietario che dall’inquilino entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione.
Cosa succede se il contratto a canone concordato non viene registrato?
Se il contratto non viene registrato, è considerato nullo e il proprietario può essere soggetto a sanzioni fiscali, oltre alla perdita delle agevolazioni fiscali.
È possibile subaffittare un immobile con contratto a canone concordato?
Il subaffitto è possibile solo se espressamente previsto e autorizzato nel contratto di locazione originale.
Nuovi Accordi Territoriali della Provincia di Roma
Locazioni a canone agevolato nei Comuni della Provincia di Roma: nuovi Accordi Territoriali per la determinazione del canone
Sono diverse le tipologie di contratti di locazione applicati. Di seguito la lista dei Comuni con le relative date di stipula per il 2024. I contratti differiscono per durata e benefici fiscali in base alla dimensione demografica del Comune specifico.
Legenda
Contratto A = Contratto per esigenze abitative ordinarie, durata da 3+2 a 9+2.
Contratto B = Contratto transitorio, durata da 31 giorni a 18 mesi, non rinnovabile.
Contratto C = Contratto per studenti, durata da 6 mesi a 3 anni, con un unico rinnovo obbligatorio di uguale periodo. Non ulteriormente rinnovabile.
| Arancio | Comuni con contratti A, B e C, con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. | Le agevolazioni fiscali sono piene. |
| Rosso | Comuni con contratti A, B e C, ma con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. | Il contratto transitorio necessita di rispondenza normativa all’Accordo, ma il canone è liberamente pattuibile. Per il transitorio non ci sono agevolazioni fiscali. |
| Blu | Comuni con contratti A e B, con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. | Non si può stipulare il contratto per studenti. Le agevolazioni fiscali sono piene. |
| Verde | Comuni con contratti A e B, ma con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. | Non si può stipulare il contratto per studenti. Il contratto transitorio necessita di rispondenza normativa all’Accordo, ma il canone è liberamente pattuibile. Per il transitorio non ci sono agevolazioni fiscali. |
| N. | Comune | Data stipula | Protocollo |
|---|---|---|---|
| 1 | Albano Laziale | 21/06/2024 | 40201 del 24/06/2024 |
| 2 | Anguillara Sabazia | 21/06/2024 | 21259 del 24/06/2024 |
| 3 | Anzio | 21/06/2024 | 57465 del 24/06/2024 |
| 4 | Ardea | 21/06/2024 | 47924 del 24/06/2024 |
| 5 | Ariccia | 21/06/2024 | 25299 del 24/06/2024 |
| 6 | Artena | 21/06/2024 | 15219 del 24/06/2024 |
| 7 | Bracciano | 21/06/2024 | 21831 del 24/06/2024 |
| 8 | Campagnano di Roma | 21/06/2024 | 20227 del 24/06/2024 |
| 9 | Castel Gandolfo | 21/06/2024 | 14186 del 25/06/2024 |
| 10 | Castel San Pietro Romano | 21/06/2024 | 1859 del 27/06/2024 |
| 11 | Cerveteri | 21/06/2024 | 34443 del 24/06/2024 |
| 12 | Ciampino | 21/06/2024 | 33266 del 21/06/2024 |
| 13 | Civitavecchia | 21/06/2024 | 57038 del 22/06/2024 |
| 14 | Colleferro | 21/06/2024 | 26535 del 21/06/2024 |
| 15 | Colonna | 21/06/2024 | 5189 del 24/06/2024 |
| 16 | Fiumicino | 12/12/2023 | 260874 del 21/12/2023 |
| 17 | Fonte Nuova | 21/06/2024 | 23200 del 24/06/2024 |
| 18 | Formello | 21/06/2024 | 15854 del 24/06/2024 |
| 19 | Frascati | 21/06/2024 | 41907 del 25/06/2024 |
| 20 | Gallicano nel Lazio | 21/06/2024 | 8946 del 24/06/2024 |
| 21 | Genzano di Roma | 21/06/2024 | 21374 del 24/06/2024 |
| 22 | Grottaferrata | 21/06/2024 | 25608 del 24/06/2024 |
| 23 | Guidonia Montecelio | 21/06/2024 | 69407 del 24/06/2024 |
| 24 | Ladispoli | 21/06/2024 | 35546 del 24/06/2024 |
| 25 | Lariano | 21/06/2024 | 11309 del 24/06/2024 |
| 26 | Marcellina | 21/06/2024 | 10713 del 24/06/2024 |
| 27 | Marino | 21/06/2024 | 45848 del 24/06/2024 |
| 28 | Mentana | 21/06/2024 | 26278 del 24/06/2024 |
| 29 | Monte Compatri | 21/06/2024 | 18452 del 24/06/2024 |
| 30 | Monte Porzio Catone | 21/06/2024 | 11868 del 24/06/2024 |
| 31 | Monterotondo | 21/06/2024 | 34997 del 24/06/2024 |
| 32 | Nettuno | 21/06/2024 | 44302 del 24/06/2024 |
| 33 | Palestrina | 21/06/2024 | 19569 del 22/06/2024 |
| 34 | Palombara Sabina | 21/06/2024 | 16729 del 26/06/2024 |
| 35 | Poli | 21/06/2024 | 3079 del 22/06/2024 |
| 36 | Pomezia | 21/06/2024 | 64676 del 24/06/2024 |
| 37 | Riano | 21/06/2024 | 9408 del 24/06/2024 |
| 38 | Rocca di Papa | 21/06/2024 | 19914 del 24/06/2024 |
| 39 | Rocca Priora | 21/06/2024 | 11470 del 24/06/2024 |
| 40 | Roma | 07/08/2023 | QC/2023/84927 del 07/08/2023 |
| 41 | Sacrofano | 21/06/2024 | 7606 del 24/06/2024 |
| 42 | San Cesareo | 21/06/2024 | 14569 del 21/06/2024 |
| 43 | San Gregorio da Sassola | 21/06/2024 | 3535 del 24/06/2024 |
| 44 | Santa Marinella | 21/06/2024 | 20771 del 24/06/2024 |
| 45 | Tivoli | 21/06/2024 | 47455 del 25/06/2024 |
| 46 | Trevignano Romano | 21/06/2024 | 10531 del 24/06/2024 |
| 47 | Valmontone | 21/06/2024 | 19438 del 24/06/2024 |
| 48 | Velletri | 21/06/2024 | 36370 del 24/06/2024 |
| 49 | Zagarolo | 21/06/2024 | 19900 del 24/06/2024 |

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CIN Affitti Brevi Roma San Giovanni
Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è un codice univoco, obbligatorio per la pubblicazione degli annunci di locazione turistica, e deve essere esposto in modo visibile all’esterno della struttura.
Questo codice è stato istituito per monitorare e regolamentare le attività locatizie e assicurare maggiore chiarezza, sicurezza e conformità alla normativa nel settore degli affitti brevi in Italia.
Chi deve richiedere il CIN?
- I titolari o gestori delle strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere definite dalle normative regionali e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
- I locatori di unità immobiliari ad uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche.
- I locatori di unità immobiliari ad uso abitativo destinate alle locazioni brevi ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
Ho già il codice identificativo regionale o provinciale. Devo richiedere anche il CIN?
L’obbligo di possedere ed esporre il CIN è generalizzato e non prevede eccezioni. Quindi, se sei soggetto all’obbligo di possedere ed esporre il codice regionale o provinciale, dovrai richiedere anche il CIN e sarai tenuto a esporre entrambi i codici.
Il CIN non sostituisce il codice identificativo regionale o provinciale. Le disposizioni relative ai codici identificativi previsti dalle normative delle Regioni, delle Province Autonome e dei Comuni rimangono valide, così come i relativi obblighi di esposizione.
Le case religiose di ospitalità no-profit sono soggette all’obbligo di CIN?
No, qualora l’attività di ospitalità sia svolta a titolo meramente gratuito. Le libere donazioni corrisposte dagli ospiti non fanno venir meno la gratuità della prestazione offerta.
Dove va esposto il CIN?
Il comma 6, art. 13-ter del D.L. n. 145/2023 dispone che chiunque propone o concede in locazione breve o per finalità turistiche una unità immobiliare ad uso abitativo, o una porzione di essa, nonché il titolare di una struttura turistico-ricettiva alberghiera o extralberghiera, è tenuto a esporre il CIN all’esterno dello stabile in cui è collocato l’appartamento o la struttura, assicurando il rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici, nonché a indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.
I locatori e i titolari delle strutture sono tenuti a osservare gli obblighi previsti dall’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e dalle normative regionali e provinciali di settore.
I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e i soggetti che gestiscono portali telematici o piattaforme online, come Airbnb, Booking.com e Bed-and-Breakfast.it, hanno l’obbligo di indicare negli annunci il CIN dell’unità immobiliare destinata alla locazione breve o per finalità turistiche, oppure della struttura turistico-ricettiva alberghiera o extralberghiera.
La mancata esposizione del CIN può comportare sanzioni fino a 8.000 euro per la mancata esposizione fuori dall’immobile e fino a 5.000 euro per l’omessa pubblicazione negli annunci.










