Vendita di un immobile concesso in locazione commerciale


Vendita di un immobile concesso in locazione commerciale
Vendita di immobile concesso in locazione commerciale: un’ipotesi diffusa nella realtà di tutti giorni e comporta talune tutele per il conduttore del bene, che di seguito verranno analizzate.
Innanzitutto, va premesso che i contratti di locazione ad uso commerciale sono soggetti alla disciplina prevista dalla legge 392/78 (c.d. legge “equo canone”). Tale normativa differenzia le attività dei conduttori a seconda che siano esercitate a contatto diretto con il pubblico o meno, delineando una disciplina diversa per le due ipotesi.
Attività a contatto diretto con il pubblico
Nel primo caso, a fronte della volontà di vendita di un immobile, la legge garantisce gli interessi del conduttore attraverso due istituti: il diritto di prelazione e quello speculare di riscatto (artt. 38 e 39).
Il proprietario dell’immobile, pertanto, dovrà preferire il conduttore rispetto ai terzi nella conclusione del contratto di compravendita, a parità di condizioni. In particolare, il locatore avrà l’onere di comunicare le sue intenzioni al conduttore, indicando:
- il corrispettivo in denaro
- le altre condizioni alle quali la compravendita dovrebbe essere conclusa
- l’invito ad esercitare o meno il diritto di prelazione.
Il conduttore, dal canto suo, potrà avvalersi di tale facoltà nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, mediante avviso al locatore. Successivamente dovrà versare il prezzo di acquisto, con contestuale stipulazione del contratto di compravendita o del contratto preliminare. Qualora, invece, il proprietario ometta di adempiere a tali oneri, l’avente diritto alla prelazione potrà riscattare l’immobile dall’acquirente e da ogni altro successivo avente causa.
Attività non a stretto contatto con il pubblico
Nel secondo caso, invece, ovvero quello in cui non vi siano rapporti diretti con la clientela, l’art. 41 c. 2 della legge “equo canone” – così come interpretato dalla costante giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass. n. 12697 del 19.06.2015, Cass. n. 9583 del 12.06.2012, Cass. n. 1363 del 20.01.2009, Cass. n. 11908 del 07.08.2002) – esclude l’applicabilità degli artt. 38 e 39.
Di conseguenza, il proprietario dell’immobile non sarà tenuto a privilegiare il conduttore nella conclusione della compravendita, ma potrà scegliere liberamente la propria controparte contrattuale.
Vendita di un immobile: cosa succede al contratto di locazione
A questo punto si pone il problema di stabilire quali saranno le sorti del contratto di locazione. Sul punto la legge è chiara nell’affermare che l’acquirente subentrerà nel contratto quale locatore, alle condizioni concordate dalle parti originarie e l’inquilino potrà continuare a rimanere nei locali fino alla naturale scadenza dell’accordo.
Si ricorda, infine, che la legge “equo canone” prevede precisi termini di durata delle locazioni: non possono essere inferiori a sei anni se gli immobili sono adibiti ad attività:
- industriali
- commerciali
- artigianali
- di interesse turistico
- all’esercizio abituale e professionale di qualsiasi attività di lavoro autonomo
o a nove anni nel caso in cui l’immobile sia adibito ad attività alberghiere. Eccezion fatta, beninteso, per le attività di carattere transitorio, che possono avere durata più breve.
fonte: Unioncasa Nazionale
Dal Centro Studi Unioncasa il testo aggiornato “Le Locazioni a Canone Concordato”


Dal Centro Studi Unioncasa un nuovo aggiornato testo dal titolo“Le Locazioni a Canone Concordato”
Siamo lieti di annunciare la pubblicazione di “Le Locazioni a Canone Concordato: Aspetti teorici e pratici dei contratti di locazione abitativa agevolata”, un’opera realizzata da Lucio Cacciapuoti, Laura Melotti e Gabriella Bruzzone, del Centro Studi Unioncasa.
Un libro che nasce dall’esperienza sul campo e dal dialogo istituzionale
Questa pubblicazione non è solo il frutto delle competenze dei professionisti che l’hanno scritto, ma rappresenta anche il risultato di:
- Collaborazioni istituzionali come lo scambio continuo di informazioni con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), da Audizioni e confronto con Membri della Commissione Giustizia ela Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sulle tematiche relative agli sfratti e alla particolare tipologia di contratti di locazione a uso abitativo.
- Presenza attiva negli accordi locali in numerose città italiane, dove Unioncasa svolge un ruolo fondamentale nella negoziazione e nell’applicazione dei canoni concordati.
- Esperienza pratica maturata quotidianamente nel supportare i proprietari immobiliari che si rivolgono a Unioncasa per consulenza e assistenza.
Il libro offre un quadro chiaro, aggiornato e pratico sui contratti di locazione abitativa agevolata, includendo:
- Tipologie di contratto: Tre anni + due, transitori e per studenti universitari.
- Disciplina normativa: Regole fondamentali e applicazione sul territorio.
- Determinazione del canone: Indicazioni pratiche per calcolare il canone concordato.
- Attestazione di conformità: Linee guida per ottenerla e gestirla.
- Aspetti fiscali: Vantaggi e agevolazioni per proprietari e inquilini.
Questa pubblicazione è uno strumento essenziale per chiunque, dai proprietari agli inquilini, dai professionisti agli operatori del settore, voglia comprendere appieno e gestire in modo efficace i contratti di locazione a canone concordato.
Per maggiori informazioni sul volume, visitate il sito Unioncasa.org o contattate le sedi territoriali o la sede nazionale (02 72003528).
Un’opera che combina conoscenza teorica, esperienza sul campo e dialogo istituzionale per offrire un punto di riferimento unico nel panorama delle locazioni.
fonte: Unioncasa Nazionale
Asseverazione del Canone Concordato: quali sono i veri pericoli?


Asseverazione del Canone Concordato: quali sono i veri pericoli?
Se stai per affittare casa a canone concordato, probabilmente ti sei imbattuto in una parola che suona un po’ tecnica: asseverazione.
Ma cosa significa davvero? E, soprattutto: ci sono dei rischi se non viene fatta correttamente?
Cos’è l’asseverazione?
L’asseverazione è una dichiarazione ufficiale fatta da un’associazione di categoria (es. Sunia, Uppi, Confedilizia, ecc.) che attesta che il contratto di locazione rispetta i criteri previsti dagli accordi territoriali del Comune in cui si trova l’immobile.
Senza questo passaggio, non puoi beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per i contratti a canone concordato (come la cedolare secca al 10% o lo sconto sull’IMU).
I pericoli (reali) legati all’asseverazione
Anche se può sembrare solo una formalità, l’asseverazione fatta male o assente può causare parecchi problemi. Eccoli, punto per punto.
1. Perdita delle agevolazioni fiscali
Il rischio più concreto: se l’asseverazione è mancante o irregolare, l’Agenzia delle Entrate può revocare le agevolazioni fiscali, anche retroattivamente (fino a 5 anni indietro).
Risultato? Dovrai versare la differenza con interessi e sanzioni. In alcuni casi, migliaia di euro.
2. Contratto non valido per fini fiscali
Anche se il contratto è firmato e registrato, senza asseverazione è come se fosse un contratto a canone libero dal punto di vista del Fisco. Questo cambia tutto in termini di imposte (21% ordinaria invece del 10%).
3. Controlli a sorpresa e accertamenti
Negli ultimi anni, molti Comuni (soprattutto nelle grandi città) stanno intensificando i controlli.
Se l’asseverazione è sospetta, con valori fuori mercato o documenti incompleti, possono scattare accertamenti.
E non è raro che i controlli partano da semplici incroci di dati catastali.
4. Responsabilità del locatore (anche penale in casi estremi)
Sottoscrivere un contratto con canone finto concordato solo per pagare meno tasse è evasione fiscale.
Se viene accertata l’intenzione di frodare il Fisco, le conseguenze non sono solo economiche.
5. Errori delle associazioni: attenzione a chi ti affidi
Non tutte le associazioni operano con la stessa precisione. Ci sono stati casi in cui i contratti sono stati asseverati con valori non coerenti con gli accordi territoriali, oppure senza controllare la reale metratura o la zona.
???? Risultato? L’asseverazione è nulla e le agevolazioni decadono.
Come tutelarti davvero
Se sei un proprietario e vuoi dormire sonni tranquilli:
- Rivolgiti a un’associazione di categoria affidabile, con esperienza nel tuo Comune.
- Conserva tutti i documenti (planimetria, visura, attestato di prestazione energetica, ecc.).
- Verifica che l’accordo territoriale applicato sia quello aggiornato.
- Controlla che l’asseverazione venga firmata e datata nel rispetto dei tempi di registrazione del contratto.
Conclusione
L’asseverazione non è un passaggio burocratico da prendere alla leggera. È la chiave di volta per rendere valido un contratto a canone concordato e godere dei suoi vantaggi.
Ma se fatta male o con leggerezza, può trasformarsi in un boomerang fiscale non da poco.
Quando spetta il compenso straordinario all’amministratore di condominio


Quando spetta il compenso straordinario all’amministratore di condominio
L’amministratore, ai sensi dell’art. 1129 c.c., ha diritto a un compenso per le attività ordinarie, da indicare al momento della nomina o del rinnovo. Tuttavia, se svolge compiti ulteriori — come la gestione di lavori straordinari o la supervisione di cantieri — può spettargli un compenso straordinario.
Tale compenso è legittimo solo in tre casi:
1) Mandato iniziale: se già all’accettazione dell’incarico viene concordato un compenso extra per attività straordinarie.
2) Delibera assembleare: quando l’assemblea, ai sensi dell’art. 1135 c.c., approva espressamente un compenso aggiuntivo (cfr. Cass. civ., sent. n. 5014/2018).
3) Attività effettivamente svolta: l’amministratore deve dimostrare di aver assunto compiti ulteriori rispetto a quelli ordinari, documentando le attività straordinarie.
Diversamente, la richiesta di un compenso non deliberato è priva di efficacia: il condominio non è tenuto a corrisponderlo e, se la voce di spesa è inserita autonomamente nel rendiconto, i condomini possono contestarne la legittimità ed esercitare un’azione di ripetizione dell’indebito ex art. 2033 c.c.
Inoltre, la Cassazione (ord. n. 16290/2025) ha precisato che, laddove l’amministratore percepisca un compenso extra per la gestione di lavori straordinari, si accentua il suo obbligo di vigilanza: egli deve controllare tempi, qualità, pagamenti e informare i condomini sulle criticità, applicando una diligenza rafforzata.
In conclusione, il compenso straordinario è lecito solo se frutto di un accordo chiaro e formalizzato e se riferito ad attività ulteriori realmente svolte. In assenza dei suddetti presupposti, la richiesta è illegittima e può comportare conseguenze giuridiche rilevanti.
Unioncasa assemblea nazionale 2025 – Firenze 24 e 25 ottobre


Unioncasa assemblea nazionale 2025 – Firenze 24 e 25 ottobre
Unioncasa a Firenze: l’Assemblea Nazionale 2025 fa il punto su affitti, normative e futuro del settore immobiliare
FIRENZE – Due giornate intense di confronto, aggiornamento e visione strategica. Si è svolta il 24 e 25 ottobre 2025 presso l’Hotel Tivoli Palazzo Gaddi, in Via del Giglio 9, la Assemblea Nazionale di Unioncasa, appuntamento annuale che ha riunito delegati e rappresentanti provenienti da tutte le sedi d’Italia.
L’incontro, aperto nel pomeriggio di venerdì 24 ottobre, è stato l’occasione per tracciare un bilancio delle attività dell’associazione e per discutere le principali novità che stanno interessando il comparto immobiliare.
Nel corso dei lavori, la dirigenza di Unioncasa ha illustrato i risultati raggiunti nell’ultimo anno, tra cui l’apertura di nuove sedi territoriali, segno di una rete in costante crescita e sempre più radicata sul territorio.
Temi al centro del dibattito
Ampio spazio è stato dedicato alle tematiche di maggiore attualità che coinvolgono direttamente operatori e cittadini.
Tra queste, il fenomeno degli affitti brevi, al centro di un acceso confronto in molte città italiane, e il rilancio del canone concordato, considerato uno strumento utile per garantire equilibrio e sostenibilità al mercato delle locazioni.
Non è mancato un approfondimento sul piano casa e sulle nuove politiche abitative, con particolare attenzione alle opportunità legate alla rigenerazione urbana e all’efficienza energetica degli edifici.
Normative e giurisprudenza sotto la lente
Durante l’assemblea sono stati affrontati anche temi di stretta attualità legislativa.
In primo piano, il Decreto Sicurezza convertito in legge, con un focus sugli sgomberi lampo e sulle prime applicazioni concrete del provvedimento, che sta suscitando riflessioni e dibattiti in diverse realtà locali.
Altro punto di grande interesse è stato quello degli accordi territoriali, con un’analisi approfondita della normativa vigente, della loro diffusione e del ruolo che svolgono nel favorire la trasparenza e la stabilità dei contratti di locazione.
Ampio spazio è stato riservato anche al tema della cedolare secca in relazione all’inquilino persona giuridica: una questione che continua a generare dubbi interpretativi. Sono stati esaminati i più recenti orientamenti giurisprudenziali e le interpretazioni normative, con l’obiettivo di fornire chiarezza operativa agli operatori del settore.
Uno sguardo al futuro
L’Assemblea si è conclusa con la condivisione delle linee guida per il 2026, che vedranno Unioncasa impegnata su più fronti: il consolidamento della rete associativa, la promozione della formazione professionale, il dialogo con le istituzioni e la difesa degli interessi dei proprietari immobiliari.
L’appuntamento fiorentino ha confermato, ancora una volta, il ruolo di Unioncasa come punto di riferimento nazionale per il confronto, l’aggiornamento e la rappresentanza nel mondo dell’associazionismo dei proprietari immobiliari.
Decreto Flussi 2026


Decreto Flussi 2026
Come presentare la domanda – date ufficiali
È ufficiale: il Ministero dell’Interno ha pubblicato la circolare che disciplina i flussi d’ingresso dei lavoratori stranieri per il triennio 2026–2028.
Oltre alla definizione delle nuove quote, sono state indicate anche le modalità operative, i requisiti necessari e le scadenze da rispettare per la presentazione delle domande.
Se desideri assumere un lavoratore straniero o partecipare al Decreto Flussi 2026, questa guida ti illustra, passo dopo passo, come procedere correttamente per non perdere l’opportunità.
Chi può presentare domanda per i Flussi 2026
Possono inoltrare richiesta di nulla osta:
- Datori di lavoro italiani o stranieri regolarmente residenti in Italia
- Organizzazioni datoriali di categoria
- Agenzie per il lavoro autorizzate
- Professionisti abilitati (legge 12/1979)
I privati possono presentare fino a tre domande all’anno, mentre per enti e associazioni datoriali non sono previsti limiti.
Vantaggio delle Associazioni Datoriali: deroga all’asseverazione
Le Associazioni Datoriali che hanno firmato una convenzione con il Ministero del Lavoro possono presentare le domande senza l’obbligo di asseverazione, semplificando notevolmente la procedura.
Requisiti per presentare la domanda – Flussi 2026
Prima dell’invio, il datore di lavoro deve:
- Verificare presso il Centro per l’Impiego (CPI) l’assenza di lavoratori disponibili in Italia per la stessa mansione.
- Ottenere l’asseverazione, che certifica la regolarità dell’offerta e la solidità economica del datore.
- Dimostrare un reddito minimo, variabile a seconda del caso:
- Imprese e professionisti: 30.000 € annui
- Famiglie che assumono colf o badanti: 20.000–27.000 €
- Nessun requisito di reddito per chi assume assistenti di persone con disabilità
Fasi operative
Precompilazione delle domande
23 ottobre – 7 dicembre 2025
Click day (invio definitivo)
- 12 gennaio 2026 → lavoro stagionale agricolo
- 9 febbraio 2026 → lavoro stagionale turistico
- 16 febbraio 2026 → lavoro subordinato non stagionale
- 18 febbraio 2026 → lavoro domestico e assistenza familiare
Errori da evitare
Saranno automaticamente escluse le domande:
- incomplete
- presentate da datori di lavoro che in passato non hanno rispettato gli obblighi (es. mancata firma del contratto di soggiorno)
Per evitare problemi, è consigliato:
- predisporre tutta la documentazione in anticipo
- verificare la correttezza dei dati inseriti
- seguire scrupolosamente le indicazioni del Ministero
Dopo l’invio: tempi di rilascio del nulla osta
Se la domanda rientra nelle quote disponibili, lo Sportello Unico per l’Immigrazione rilascia il nulla osta:
- entro 20 giorni per lavoro stagionale
- entro 60 giorni per lavoro non stagionale
Una volta ottenuto, il lavoratore potrà richiedere il visto e firmare online il contratto di soggiorno.
Consigli utili per il Click Day 2026
Prima del giorno di invio, assicurati di avere:
- SPID del datore di lavoro attivo
- PEC funzionante e correttamente registrata (persona fisica o giuridica)
- Tutti gli allegati obbligatori: asseverazione, verifica CPI, contratto, documenti d’identità
Anche un piccolo errore può compromettere l’accesso alle quote: preparare tutto per tempo è fondamentale.
Flussi 2026–2028: uno strumento di inclusione
Il Decreto Flussi non è solo una procedura burocratica: favorisce l’incontro tra domanda e offerta, sostiene famiglie e imprese e offre ai lavoratori stranieri un percorso regolare e sicuro per costruire il proprio futuro in Italia.
Malattia Professionale INAIL Roma: Cosa fare se non viene riconosciuta


Malattia Professionale INAIL Roma: Cosa fare se non viene riconosciuta
Se sei un lavoratore a Roma e sospetti di avere una malattia professionale, sapere come tutelarti è fondamentale. Quando l’INAIL non riconosce la tua richiesta, è possibile seguire un percorso legale e previdenziale per far valere i tuoi diritti. La nostra sede Unioncasa Roma San Giovanni, grazie alla collaborazione con legali specializzati e consulenti previdenziali, può assisterti passo dopo passo.
Cos’è una Malattia Professionale
La malattia professionale nasce a causa dell’attività lavorativa e dell’esposizione a rischi specifici. Tra le più comuni troviamo:
- Disturbi muscolo-scheletrici da posture scorrette
- Malattie respiratorie da inalazione di polveri o agenti chimici
- Dermatiti e allergie professionali
Riconoscere in tempo una malattia professionale è essenziale per tutelare la salute e ottenere eventuali indennizzi dall’INAIL.
Perché l’INAIL può non riconoscere la malattia professionale
Il rifiuto dell’INAIL può derivare da motivazioni precise:
- Documentazione medica incompleta o mancante
- Assenza di un nesso chiaro tra lavoro e malattia
- Errori nella compilazione della denuncia o nella procedura
È fondamentale leggere attentamente la comunicazione dell’INAIL per capire il motivo del rifiuto.
Come Unioncasa Roma San Giovanni può aiutarti
Se la tua malattia professionale non viene riconosciuta, la sede Unioncasa Roma San Giovanni ti segue con competenza grazie a legali specializzati e consulenti previdenziali:
- Valutazione della documentazione medica e dei referti specialistici
- Preparazione e presentazione del ricorso all’INAIL
- Assistenza completa durante tutto l’iter burocratico
- Supporto previdenziale per calcolare indennizzi e benefici
Con il nostro aiuto, potrai affrontare il percorso di riconoscimento della tua malattia professionale con maggiore sicurezza e tutela.
Prevenzione e Informazione
Oltre al supporto legale e previdenziale, è importante proteggere la propria salute:
- Effettuare visite mediche periodiche
- Segnalare subito sintomi legati al lavoro
- Tenere traccia delle attività lavorative
- Tenere traccia dei rischi presenti
Contattaci per Tutela e Consulenza
Per prendere appuntamento presso la sede Unioncasa Roma San Giovanni:
???? Telefono: 388 7962500
???? Email: unioncasaromasangiovanni@gmail.com
I nostri legali specializzati e consulenti previdenziali ti guideranno nel percorso di ricorso e tutela dei tuoi diritti lavorativi e previdenziali.
Decreto Flussi 2026: ingresso “fuori quota” per badanti e baby sitter


Decreto Flussi 2026: ingresso “fuori quota” per badanti e baby sitter
Come presentare domanda per il decreto flussi 2026 fuori quota per badanti e baby sitter
Il Decreto Flussi 2026 introduce importanti opportunità per le famiglie italiane che cercano badanti, baby sitter e assistenti familiari stranieri. Grazie al DL 145/2024, è stato attivato un nuovo canale di ingresso “fuori quota” per lavoro domestico, pensato per semplificare e velocizzare le assunzioni nel settore dell’assistenza alla persona.
Lavoro domestico fuori quota: cosa prevede la normativa
La misura, attiva nel periodo 2025–2028, consente ogni anno l’ingresso di 10.000 lavoratori stranieri destinati a svolgere attività di:
- assistenza ad anziani over 80
- supporto a persone con disabilità
- cura e gestione di bambini fino a 6 anni
- lavoro come badante convivente o non convivente
- impiego come baby sitter regolare
A differenza delle quote ordinarie, questo canale è fuori dal limite numerico ordinario, ma segue una procedura più strutturata e controllata.
Decreto flussi badanti: obbligo di intermediari autorizzati
Un aspetto fondamentale del decreto flussi per lavoro domestico è che il datore di lavoro non può presentare la domanda autonomamente.
È obbligatorio affidarsi a:
- Agenzie per il Lavoro (APL) autorizzate
- Associazioni datoriali firmatarie del CCNL lavoro domestico
Questi enti si occupano di:
- preparazione della domanda decreto flussi
- verifica dei requisiti del datore di lavoro
- invio telematico della richiesta
- gestione della pratica di assunzione
Procedura decreto flussi 2026: criticità e requisiti
Nonostante sia un’opportunità concreta, la procedura presenta diverse complessità:
- verifica del reddito e requisiti del datore di lavoro
- scelta corretta del profilo professionale (badante o baby sitter)
- gestione delle scadenze decreto flussi
- compilazione tecnica della domanda online
- coordinamento con APL o associazioni
Errori nella domanda possono causare:
- rigetto della richiesta
- ritardi nell’ingresso del lavoratore
- perdita della possibilità di assunzione
Assistenza decreto flussi: servizio completo e consulenza specializzata
Offriamo un servizio professionale di consulenza decreto flussi 2026 per badanti e baby sitter, pensato per famiglie e datori di lavoro.
Cosa include il servizio:
✔ Analisi preliminare dei requisiti
✔ Verifica documenti e idoneità
✔ Supporto nella scelta tra APL e associazione datoriale
✔ Preparazione completa della pratica decreto flussi
✔ Invio telematico tramite soggetti autorizzati
✔ Monitoraggio stato domanda
✔ Assistenza fino all’ingresso in Italia del lavoratore
Vantaggi del canale fuori quota lavoro domestico
Il canale “fuori quota” rappresenta una soluzione concreta per:
- ridurre i tempi di attesa
- aumentare le possibilità di assunzione regolare
- garantire assistenza qualificata a famiglie e persone fragili
- regolarizzare lavoratori stranieri nel settore domestico
Grazie a un supporto specializzato è possibile ottenere:
- conformità normativa completa
- riduzione del rischio di errori
- gestione rapida della pratica
- assistenza personalizzata
A chi è rivolto il decreto flussi 2026 per badanti e baby sitter
Il servizio è ideale per:
- famiglie che cercano una badante convivente
- genitori che necessitano di una baby sitter regolare
- chi assiste anziani non autosufficienti
- chi ha bisogno di supporto per persone con disabilità
Consulenza decreto flussi: contattaci
Se vuoi avviare una pratica tramite il decreto flussi 2026 fuori quota, è fondamentale agire correttamente fin dall’inizio.
Richiedi ora una consulenza per:
- verificare i requisiti
- capire i tempi
- evitare errori nella domanda
- gestire tutto il processo in modo semplice e sicuro
Affidati a professionisti esperti in immigrazione e lavoro domestico per ottenere risultati concreti in tempi rapidi.
Stretta fiscale sugli affitti brevi 2026
Stretta fiscale sugli affitti brevi 2026


Cosa cambia davvero dal 2026 sugli affitti brevi
La stretta fiscale sugli affitti brevi è ufficialmente partita.
Dal 1° gennaio 2026, con la Legge di Bilancio 2026, cambiano le regole per migliaia di proprietari.
Affitti brevi e tasse: il nuovo scenario
Il sistema di tassazione resta invariato solo in parte:
Primo immobile: cedolare secca 21%
Secondo immobile: cedolare secca 26%
Dal terzo immobile: obbligo di Partita IVA
Dal terzo affitto turistico si presume attività d’impresa.
Partita IVA obbligatoria: cosa comporta
L’obbligo di Partita IVA sugli affitti brevi significa:
- uscita dalla cedolare secca
- tassazione Irpef ordinaria
- contributi previdenziali obbligatori
- contabilità più complessa
- gestione di fatture e IVA
Una svolta che incide soprattutto sui piccoli proprietari.
Quanti immobili sono coinvolti?
Il limite scende da 5 a 3 immobili.
Secondo le stime, l’impatto diretto riguarda poche migliaia di case, su oltre 500.000 immobili presenti sulle piattaforme online.
Affitti brevi e strategie di aggiramento
Molti proprietari potrebbero tentare di:
- intestare immobili a familiari
- passare all’affitto lungo
- usare comodati o subaffitti
- operare in nero
L’Agenzia delle Entrate intensificherà i controlli su evasione ed elusione fiscale.
La vera stretta arriva dai Comuni
Il vero cambiamento potrebbe arrivare da Regioni e Comuni.
Stop agli affitti brevi nelle zone turistiche?
La Corte Costituzionale ha dato il via libera alla legge della Toscana sugli affitti brevi.
Punto chiave:
???? un immobile usato stabilmente per affitti turistici può essere considerato turistico-ricettivo, non residenziale.
Cambio di destinazione d’uso
I Comuni possono:
- imporre il cambio di destinazione d’uso
- limitare gli affitti brevi in zone specifiche
- ridurre la presenza di locazioni turistiche nei centri storici
- Un impatto forte sulla commerciabilità degli immobili.
Effetto domino tra le Regioni
Dopo la Toscana, anche Emilia-Romagna si muove nella stessa direzione.
Altre Regioni potrebbero seguire, in attesa di una norma nazionale sugli affitti brevi, richiesta dall’ANCI.
