Decreto Flussi 2026

Decreto Flussi 2026

Come presentare la domanda – date ufficiali

È ufficiale: il Ministero dell’Interno ha pubblicato la circolare che disciplina i flussi d’ingresso dei lavoratori stranieri per il triennio 2026–2028.
Oltre alla definizione delle nuove quote, sono state indicate anche le modalità operative, i requisiti necessari e le scadenze da rispettare per la presentazione delle domande.

Se desideri assumere un lavoratore straniero o partecipare al Decreto Flussi 2026, questa guida ti illustra, passo dopo passo, come procedere correttamente per non perdere l’opportunità.

Chi può presentare domanda per i Flussi 2026

Possono inoltrare richiesta di nulla osta:

  • Datori di lavoro italiani o stranieri regolarmente residenti in Italia
  • Organizzazioni datoriali di categoria
  • Agenzie per il lavoro autorizzate
  • Professionisti abilitati (legge 12/1979)

I privati possono presentare fino a tre domande all’anno, mentre per enti e associazioni datoriali non sono previsti limiti.

Vantaggio delle Associazioni Datoriali: deroga all’asseverazione

Le Associazioni Datoriali che hanno firmato una convenzione con il Ministero del Lavoro possono presentare le domande senza l’obbligo di asseverazione, semplificando notevolmente la procedura.

Requisiti per presentare la domanda – Flussi 2026

Prima dell’invio, il datore di lavoro deve:

  1. Verificare presso il Centro per l’Impiego (CPI) l’assenza di lavoratori disponibili in Italia per la stessa mansione.
  2. Ottenere l’asseverazione, che certifica la regolarità dell’offerta e la solidità economica del datore.
  3. Dimostrare un reddito minimo, variabile a seconda del caso:
    • Imprese e professionisti: 30.000 € annui
    • Famiglie che assumono colf o badanti: 20.000–27.000 €
    • Nessun requisito di reddito per chi assume assistenti di persone con disabilità

Fasi operative

Precompilazione delle domande

23 ottobre – 7 dicembre 2025

Click day (invio definitivo)

  • 12 gennaio 2026 → lavoro stagionale agricolo
  • 9 febbraio 2026 → lavoro stagionale turistico
  • 16 febbraio 2026 → lavoro subordinato non stagionale
  • 18 febbraio 2026 → lavoro domestico e assistenza familiare

Errori da evitare

Saranno automaticamente escluse le domande:

  • incomplete
  • presentate da datori di lavoro che in passato non hanno rispettato gli obblighi (es. mancata firma del contratto di soggiorno)

Per evitare problemi, è consigliato:

  • predisporre tutta la documentazione in anticipo
  • verificare la correttezza dei dati inseriti
  • seguire scrupolosamente le indicazioni del Ministero

Dopo l’invio: tempi di rilascio del nulla osta

Se la domanda rientra nelle quote disponibili, lo Sportello Unico per l’Immigrazione rilascia il nulla osta:

  • entro 20 giorni per lavoro stagionale
  • entro 60 giorni per lavoro non stagionale

Una volta ottenuto, il lavoratore potrà richiedere il visto e firmare online il contratto di soggiorno.

Consigli utili per il Click Day 2026

Prima del giorno di invio, assicurati di avere:

  • SPID del datore di lavoro attivo
  • PEC funzionante e correttamente registrata (persona fisica o giuridica)
  • Tutti gli allegati obbligatori: asseverazione, verifica CPI, contratto, documenti d’identità

Anche un piccolo errore può compromettere l’accesso alle quote: preparare tutto per tempo è fondamentale.

Flussi 2026–2028: uno strumento di inclusione

Il Decreto Flussi non è solo una procedura burocratica: favorisce l’incontro tra domanda e offerta, sostiene famiglie e imprese e offre ai lavoratori stranieri un percorso regolare e sicuro per costruire il proprio futuro in Italia.


Malattia Professionale INAIL Roma: Cosa fare se non viene riconosciuta

Malattia Professionale INAIL Roma: Cosa fare se non viene riconosciuta

Se sei un lavoratore a Roma e sospetti di avere una malattia professionale, sapere come tutelarti è fondamentale. Quando l’INAIL non riconosce la tua richiesta, è possibile seguire un percorso legale e previdenziale per far valere i tuoi diritti. La nostra sede Unioncasa Roma San Giovanni, grazie alla collaborazione con legali specializzati e consulenti previdenziali, può assisterti passo dopo passo.

Cos’è una Malattia Professionale

La malattia professionale nasce a causa dell’attività lavorativa e dell’esposizione a rischi specifici. Tra le più comuni troviamo:

  • Disturbi muscolo-scheletrici da posture scorrette
  • Malattie respiratorie da inalazione di polveri o agenti chimici
  • Dermatiti e allergie professionali

Riconoscere in tempo una malattia professionale è essenziale per tutelare la salute e ottenere eventuali indennizzi dall’INAIL.

Perché l’INAIL può non riconoscere la malattia professionale

Il rifiuto dell’INAIL può derivare da motivazioni precise:

  1. Documentazione medica incompleta o mancante
  2. Assenza di un nesso chiaro tra lavoro e malattia
  3. Errori nella compilazione della denuncia o nella procedura

È fondamentale leggere attentamente la comunicazione dell’INAIL per capire il motivo del rifiuto.

Come Unioncasa Roma San Giovanni può aiutarti

Se la tua malattia professionale non viene riconosciuta, la sede Unioncasa Roma San Giovanni ti segue con competenza grazie a legali specializzati e consulenti previdenziali:

  • Valutazione della documentazione medica e dei referti specialistici
  • Preparazione e presentazione del ricorso all’INAIL
  • Assistenza completa durante tutto l’iter burocratico
  • Supporto previdenziale per calcolare indennizzi e benefici

Con il nostro aiuto, potrai affrontare il percorso di riconoscimento della tua malattia professionale con maggiore sicurezza e tutela.

Prevenzione e Informazione

Oltre al supporto legale e previdenziale, è importante proteggere la propria salute:

Contattaci per Tutela e Consulenza

Per prendere appuntamento presso la sede Unioncasa Roma San Giovanni:

📞 Telefono: 388 7962500
📧 Email: unioncasaromasangiovanni@gmail.com

I nostri legali specializzati e consulenti previdenziali ti guideranno nel percorso di ricorso e tutela dei tuoi diritti lavorativi e previdenziali.


Decreto Flussi 2026: ingresso “fuori quota” per badanti e baby sitter

Decreto Flussi 2026: ingresso “fuori quota” per badanti e baby sitter

Come presentare domanda per il decreto flussi 2026 fuori quota per badanti e baby sitter

Il Decreto Flussi 2026 introduce importanti opportunità per le famiglie italiane che cercano badanti, baby sitter e assistenti familiari stranieri. Grazie al DL 145/2024, è stato attivato un nuovo canale di ingresso “fuori quota” per lavoro domestico, pensato per semplificare e velocizzare le assunzioni nel settore dell’assistenza alla persona.

Lavoro domestico fuori quota: cosa prevede la normativa

La misura, attiva nel periodo 2025–2028, consente ogni anno l’ingresso di 10.000 lavoratori stranieri destinati a svolgere attività di:

  • assistenza ad anziani over 80
  • supporto a persone con disabilità
  • cura e gestione di bambini fino a 6 anni
  • lavoro come badante convivente o non convivente
  • impiego come baby sitter regolare

A differenza delle quote ordinarie, questo canale è fuori dal limite numerico ordinario, ma segue una procedura più strutturata e controllata.

Decreto flussi badanti: obbligo di intermediari autorizzati

Un aspetto fondamentale del decreto flussi per lavoro domestico è che il datore di lavoro non può presentare la domanda autonomamente.

È obbligatorio affidarsi a:

  • Agenzie per il Lavoro (APL) autorizzate
  • Associazioni datoriali firmatarie del CCNL lavoro domestico

Questi enti si occupano di:

  • preparazione della domanda decreto flussi
  • verifica dei requisiti del datore di lavoro
  • invio telematico della richiesta
  • gestione della pratica di assunzione

Procedura decreto flussi 2026: criticità e requisiti

Nonostante sia un’opportunità concreta, la procedura presenta diverse complessità:

  • verifica del reddito e requisiti del datore di lavoro
  • scelta corretta del profilo professionale (badante o baby sitter)
  • gestione delle scadenze decreto flussi
  • compilazione tecnica della domanda online
  • coordinamento con APL o associazioni

Errori nella domanda possono causare:

  • rigetto della richiesta
  • ritardi nell’ingresso del lavoratore
  • perdita della possibilità di assunzione

Assistenza decreto flussi: servizio completo e consulenza specializzata

Offriamo un servizio professionale di consulenza decreto flussi 2026 per badanti e baby sitter, pensato per famiglie e datori di lavoro.

Cosa include il servizio:

✔ Analisi preliminare dei requisiti
✔ Verifica documenti e idoneità
✔ Supporto nella scelta tra APL e associazione datoriale
✔ Preparazione completa della pratica decreto flussi
✔ Invio telematico tramite soggetti autorizzati
✔ Monitoraggio stato domanda
✔ Assistenza fino all’ingresso in Italia del lavoratore

Vantaggi del canale fuori quota lavoro domestico

Il canale “fuori quota” rappresenta una soluzione concreta per:

  • ridurre i tempi di attesa
  • aumentare le possibilità di assunzione regolare
  • garantire assistenza qualificata a famiglie e persone fragili
  • regolarizzare lavoratori stranieri nel settore domestico

Grazie a un supporto specializzato è possibile ottenere:

  • conformità normativa completa
  • riduzione del rischio di errori
  • gestione rapida della pratica
  • assistenza personalizzata

A chi è rivolto il decreto flussi 2026 per badanti e baby sitter

Il servizio è ideale per:

  • famiglie che cercano una badante convivente
  • genitori che necessitano di una baby sitter regolare
  • chi assiste anziani non autosufficienti
  • chi ha bisogno di supporto per persone con disabilità

Consulenza decreto flussi: contattaci

Se vuoi avviare una pratica tramite il decreto flussi 2026 fuori quota, è fondamentale agire correttamente fin dall’inizio.

Richiedi ora una consulenza per:

  • verificare i requisiti
  • capire i tempi
  • evitare errori nella domanda
  • gestire tutto il processo in modo semplice e sicuro

Affidati a professionisti esperti in immigrazione e lavoro domestico per ottenere risultati concreti in tempi rapidi.


Stretta fiscale sugli affitti brevi 2026

Stretta fiscale sugli affitti brevi 2026

Cosa cambia davvero dal 2026 sugli affitti brevi

La stretta fiscale sugli affitti brevi è ufficialmente partita.
Dal 1° gennaio 2026, con la Legge di Bilancio 2026, cambiano le regole per migliaia di proprietari.

Affitti brevi e tasse: il nuovo scenario

Il sistema di tassazione resta invariato solo in parte:

Primo immobile: cedolare secca 21%

Secondo immobile: cedolare secca 26%

Dal terzo immobile: obbligo di Partita IVA

Dal terzo affitto turistico si presume attività d’impresa.

Partita IVA obbligatoria: cosa comporta

L’obbligo di Partita IVA sugli affitti brevi significa:

  • uscita dalla cedolare secca
  • tassazione Irpef ordinaria
  • contributi previdenziali obbligatori
  • contabilità più complessa
  • gestione di fatture e IVA

Una svolta che incide soprattutto sui piccoli proprietari.

Quanti immobili sono coinvolti?

Il limite scende da 5 a 3 immobili.
Secondo le stime, l’impatto diretto riguarda poche migliaia di case, su oltre 500.000 immobili presenti sulle piattaforme online.

Affitti brevi e strategie di aggiramento

Molti proprietari potrebbero tentare di:

  • intestare immobili a familiari
  • passare all’affitto lungo
  • usare comodati o subaffitti
  • operare in nero

L’Agenzia delle Entrate intensificherà i controlli su evasione ed elusione fiscale.

La vera stretta arriva dai Comuni

Il vero cambiamento potrebbe arrivare da Regioni e Comuni.

Stop agli affitti brevi nelle zone turistiche?

La Corte Costituzionale ha dato il via libera alla legge della Toscana sugli affitti brevi.
Punto chiave:

👉 un immobile usato stabilmente per affitti turistici può essere considerato turistico-ricettivo, non residenziale.

Cambio di destinazione d’uso

I Comuni possono:

  • imporre il cambio di destinazione d’uso
  • limitare gli affitti brevi in zone specifiche
  • ridurre la presenza di locazioni turistiche nei centri storici
  • Un impatto forte sulla commerciabilità degli immobili.

Effetto domino tra le Regioni

Dopo la Toscana, anche Emilia-Romagna si muove nella stessa direzione.
Altre Regioni potrebbero seguire, in attesa di una norma nazionale sugli affitti brevi, richiesta dall’ANCI.


Locazioni brevi tra cedolare secca e regime forfetario

Locazioni brevi tra cedolare secca e regime forfetario

Cos’è una locazione breve e chi può usufruirne

Le locazioni brevi sono contratti di affitto di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche per finalità turistiche.
Regolate dall’art. 4 del D.L. 50/2017, si applicano agli affitti gestiti fuori dall’esercizio d’impresa, anche tramite portali telematici o agenzie immobiliari.

Sono ammessi servizi come pulizia, biancheria, utenze, wi-fi, aria condizionata, ma non servizi tipici dell’attività ricettiva (pasti, colazione, noleggio auto, guide turistiche).

Il limite dei 4 appartamenti: quando l’attività diventa impresa

La cedolare secca può essere applicata solo se si affittano fino a 4 appartamenti per anno fiscale.
Con 5 o più immobili, l’attività è automaticamente considerata imprenditoriale (art. 1, comma 595, legge 178/2020) e richiede partita IVA, applicando il regime d’impresa (ordinario o forfettario).

Anche con meno di 5 immobili, l’attività può essere considerata impresa se è svolta in modo organizzato o collegata a un’attività turistica principale.

Cedolare secca: funzionamento e aliquote

La cedolare secca è un regime opzionale che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, imposta di registro e di bollo.
Si applica direttamente sul canone lordo con le seguenti aliquote:

21% per un solo immobile scelto dal locatore;

26% per gli altri immobili;

Dal 2026, anche per locazioni tramite portali o intermediari l’aliquota sarà del 26%.

Vantaggi principali:
Tassazione fissa e semplice
Nessuna addizionale regionale o comunale
Niente imposte di registro e bollo

Svantaggi:

Nessuna deduzione o detrazione fiscale

Tassazione sul 100% del canone

Ideale per chi ha altri redditi (da lavoro o pensione) e vuole evitare l’aumento dell’aliquota IRPEF progressiva.

Obblighi per portali online e intermediari immobiliari

I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché i gestori di portali telematici (come Airbnb, Booking, Vrbo), che mettono in contatto proprietari e locatari, sono obbligati a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei contratti di locazione breve entro il 30 giugno dell’anno successivo.

I dati da comunicare sono:

nome, cognome e codice fiscale del locatore;

durata del contratto;

importo del corrispettivo lordo;

indirizzo dell’immobile.

Inoltre, tali soggetti — se incassano i canoni o intervengono nel pagamento — operano come sostituti d’imposta, applicando una ritenuta del 21% sull’importo lordo dovuto al locatore e versandola allo Stato.
Questa ritenuta può essere a titolo d’imposta (se si applica la cedolare secca) o a titolo d’acconto (in caso di regime ordinario IRPEF).

Regime forfettario per locazioni brevi in forma d’impresa

Chi affitta più di 4 immobili o gestisce l’attività in modo organizzato rientra nel regime d’impresa.
In presenza dei requisiti, è possibile scegliere il regime forfettario (legge 190/2014), che prevede:

Ricavi annui fino a 85.000 €;

Spese per lavoro e collaboratori fino a 20.000 €;

Coefficiente di redditività 86%;

Imposta sostitutiva 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni);

Versamento dei contributi INPS, deducibili dal reddito.

Vantaggi:
Tassazione agevolata
Deducibilità forfettaria dei costi
Esenzione IVA e contabilità semplificata

Svantaggi:
Contributi previdenziali obbligatori
Maggiore burocrazia rispetto alla cedolare secca

Cedolare secca vs Regime forfettario: confronto diretto

Caratteristica Cedolare secca Regime forfettario
Numero immobili Fino a 4 Da 5 o attività organizzata
Aliquota 21% – 26% 15% (5% per startup)
Base imponibile 100% canone 86% canone
Deduzioni/Detrazioni Nessuna 14% costi forfettari + INPS deducibile
Contributi INPS No
Convenienza Per redditi alti e gestione semplice Per attività strutturate

Esempio pratico

Un contribuente affitta 4 appartamenti per un totale annuo di 48.000 € di canoni:

Cedolare secca: imposta totale circa 11.700 €

Regime forfettario: imposta + contributi circa 12.100 €

In questo caso, la cedolare secca risulta più conveniente, ma il forfettario è vantaggioso se si hanno contributi da dedurre o si prevede una crescita dell’attività.

Conclusioni: quale regime scegliere

Cedolare secca → consigliata per chi affitta fino a 4 immobili, senza struttura organizzata.

Regime forfettario → adatto a chi gestisce più immobili, con un’attività strutturata e ricavi fino a 85.000 €.

Sintesi rapida:

Fino a 4 immobili → Cedolare secca (21%-26%)

Da 5 immobili o attività organizzata → Regime forfettario (15%-5%)


Dichiarazione di successione

Dichiarazione di successione

La nostra Sede di UNIONCASA ROMA SAN GIOVANNI assiste i propri associati nella presentazione della dichiarazione di Successione.

La Dichiarazione di Successione deve essere presentata dagli eredi per comunicare all’Agenzia delle Entrate il passaggio di proprietà di determinati beni o della titolarità di capitali appartenuti in vita alla persona deceduta.

Dev’essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che, generalmente, coincide con la data del decesso.

A decorrere dall’anno 2019, per i deceduti dal 3 ottobre 2006 in poi, la dichiarazione di successione e domanda di volture catastali deve essere presentata esclusivamente online, in modalità telematica.

Anche il versamento delle imposte catastali e ipotecarie avviene in via telematica su Iban di Banca Convenzionata. Pertanto il modello di versamento cartaceo F24 non deve essere più utilizzato. L’utilizzo sarà concesso solo nel caso di mancato addebito delle imposte.

Con la nuova Dichiarazione di Successione la voltura è automatica, ma se il contribuente ha deciso di non avvalersi del servizio di voltura automatica tramite presentazione della dichiarazione di successione, entro 30 giorni dalla registrazione della stessa deve presentare la richiesta di voltura degli immobili ai competenti uffici provinciali – Territorio dell’Agenzia.

Vieni a trovarci presso la nostra sede di Unioncasa Roma San Giovanni in via Taranto 57 M, oppure contattaci al Tel 3887962500 per ricevere assistenza sulla dichiarazione di successione.


Grandi proprietari – canone concordato

Grandi proprietari – canone concordato

Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio, di proprietà di compagnie assicurative, fondi immobiliari, associazioni e fondazioni di previdenza, istituti di credito, enti previdenziali pubblici e soggetti giuridici (tra cui Congregazioni, Arciconfraternite e altre Associazioni religiose, Istituti di Vita Consacrata, Enti del Terzo Settore, Enti Religiosi in genere, di qualsiasi confessione) o fisici detentori di grandi proprietà immobiliari, i canoni sono definiti in base ad appositi “Accordi Integrativi” o “Accordi di Comparto” fra la/le proprietà interessata/e e le Organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori firmatarie di un Accordo locale.

 

Per “soggetti giuridici o fisici detentori di grandi proprietà immobiliari” sono da intendersi quelli aventi in capo più di cinquanta unità immobiliari ad uso abitativo ubicate nell’ambito territoriale di Roma Capitale, o più di cento se ubicate in modo diffuso e frazionato sul territorio nazionale.

Tali Accordi Integrativi prevedono, di norma, speciali condizioni per far fronte ad esigenze di particolari categorie di conduttori, nonché la possibilità di modificare ed integrare il tipo di contratto. Alla sottoscrizione degli Accordi Integrativi e di Comparto possono partecipare i soggetti di cui all’articolo 1, comma 6, del D.M., con le finalità ivi precisate.

Questi accordi generano importanti vantaggi al Grande Proprietario immobiliare che sono:

  • Durata ridotta dei contratti ovvero di 3 anni+ 2, contratti da 6 -36 mesi per studenti universitari e da 1 a 18 mesi per i contratti transitori;
  • Riduzione dell’imponibile fiscale del 30% sul canone percepito, in aggiunta al 5% standard di riduzione, pagando l’Ires sul 66,5% del canone;
  • Imposta di registro sul contratto (sia prima registrazione che annualità successive) pari al 2% sul 70% del canone annuo;
  • Riduzione dell’IMU del 25%.

La nostra Sede di UNIONCASA ROMA SAN GIOVANNI assiste i propri associati “Grandi Proprietari Immobiliari” per la stipula di Accordi Integrativi e/o di Comparto.

Canone Concordato a Roma San Giovanni

Sei un grande proprietario immobiliare a Roma con oltre 50 unità abitative? Vuoi massimizzare i tuoi guadagni locando a canone concordato? Il canone concordato è un’opportunità unica per proprietari di vasti patrimoni immobiliari.

Presso Unioncasa Roma San Giovanni puoi stipulare accordi integrativi di comparto, personalizzati in base alle tue esigenze. Questi accordi offrono notevoli vantaggi: durata dei contratti ridotta a 3+2 anni, con opzioni per studenti e transitori; riduzione del 30% dell’imponibile fiscale sul canone, oltre al 5% standard; imposta di registro al 2% sul 70% del canone; e riduzione IMU del 25%.

In pratica, grazie al canone concordato con accordo integrativo pagherai molte meno tasse sui canoni di locazione, a fronte di una minima riduzione del canone stesso. Potrai anche gestire contratti di durata ridotta, adatti a studenti e lavoratori fuori sede.

Non perdere questa occasione unica per massimizzare i profitti sul tuo patrimonio immobiliare. Contatta subito Unioncasa Roma San Giovanni per usufruire dei vantaggi del canone concordato con accordo integrativo di comparto.

Siamo a tua disposizione per consulenze personalizzate volte a soddisfare le tue esigenze di grande proprietario.


Pratiche immigrazione

Pratiche immigrazione

Assistenza Compilazione e Controllo Pratiche

Lo sportello immigrazione UNIONCASA ROMA SAN GIOVANNI è un punto di riferimento per i cittadini stranieri per il disbrigo degli adempimenti amministrativi.
Ti aiuteremo durante tutta la procedura, offrendoti l’assistenza necessaria per il recepimento delle informazioni utili, la compilazione dei documenti ed il monitoraggio della tua pratica.

Offriamo l’assistenza per diverse tipologie di pratiche come ad esempio:

  • Cittadinanza
  • Ricongiungimento familiare
  • Coesione familiare
  • Idoneità alloggiativa
  • Regolarizzazione Colf e Badanti
  • Assistenza legale – diritto dell’immigrazione
  • Carta Blu UE
  • Disoccupazione lavoratori stranieri (NASpI)
  • Permesso di soggiorno per lavoratori alle dipendenze delle Organizzazioni
  • Permesso di soggiorno per Personale Artistico
  • Permesso di soggiorno per Sportivi Professionisti
  • Pratiche per Ingresso in Italia per tirocinio formativo
  • Permesso di soggiorno per Infermieri professionali
  • Primo permesso di soggiorno per affidamento minore
  • Richiesta Visto per Residenza Elettiva


Sportello colf e badanti

Sportello colf e badanti

Gestione del rapporto di lavoro domestico, elaborando su richiesta i seguenti servizi:

  • Stipula del contratto a norma del CCNL del lavoro domestico
  • Pratiche Di Assunzione – Variazione – Licenziamenti.
  • Elaborazione mensile della busta paga
  • Calcolo di ferie e tredicesima
  • Calcolo straordinari e festività – Scatti di anzianità
  • Predisposizione preventivo costo dipendente domestico
  • Elaborazione trimestrale dei PAGOPA per il versamento dei contributi INPS e CAS.SA.COLF
  • Conteggio TFR (liquidazione) e competenze di fine rapporto
  • Assistenza nel rimborso dei contribuiti INPS erroneamente versati
  • Gestione pratiche di infortuni sul lavoro – INAIL
  • Disoccupazioni Lavoratore domestico (NASpI)
  • Predisposizione della dichiarazione sostitutiva del modello CU
  • Redazione del prospetto riepilogativo dei contributi pagati nell’anno
  • Redazione del prospetto per la deducibilità dei contributi versati dal datore di lavoro
  • Permessi Di Soggiorno, Cittadinanze, Idoneità Alloggiativa.
  • Vertenze e conciliazioni CCNL Lavoro Domestico
  • Assistenza Sindacale Datore di Lavoro Domestico

Buste Paga Colf e Badanti a Roma San Giovanni

Gestisci al meglio il tuo rapporto di lavoro domestico rivolgendoti allo Sportello Colf e Badanti di Unioncasa Roma San Giovanni. Grazie alla nostra consulenza qualificata potrai adempiere correttamente a tutti gli obblighi normativi, amministrativi e contributivi del settore.

Innanzitutto ci occuperemo della stipula dei contratti di lavoro domestico, conformi al CCNL di categoria. Predisporremo tutta la modulistica necessaria per l’assunzione della colf, badante o baby-sitter, nonché per eventuali variazioni o licenziamenti. Provvederemo poi mensilmente all’elaborazione delle buste paga, con il calcolo preciso di stipendio base, straordinari, ferie, tredicesima e altri elementi accessori della retribuzione. Non dovrai più preoccuparti di complessi conteggi!

Ci occuperemo anche del versamento trimestrale dei contributi previdenziali INPS e CAS.SA.COLF tramite modello PAGOPA. Alla fine del rapporto elaboreranno il calcolo del TFR e delle altre competenze spettanti al lavoratore.

Inoltre ti assisteremo nella gestione di infortuni, disoccupazione, rimborso contributi non dovuti e ogni altra evenienza. Seguiremo anche le pratiche di permesso di soggiorno della badante straniera e idoneità alloggiativa.

Non lasciare nulla al caso: affidati a Unioncasa Roma San Giovanni per adempiere correttamente a tutti gli obblighi verso colf e badanti!


Assistenza e consulenza legale

Assistenza e consulenza legale

La nostra Sede di UNIONCASA ROMA SAN GIOVANNI tramite i legali con cui collabora offre servizio di consulenza e assistenza nei seguenti settori:

  • DIRITTO CIVILE: contratti ,locazioni, sfratti, separazioni e divorzio, condominio, successioni, risarcimento del danno, malattie professionali, ricorsi INPS e INAIL, recupero credito;
  • DIRITTO DEL LAVORO: vertenze, licenziamento, differenze contributive e retributive, infortuni sul lavoro,procedimenti disciplinari,ed in generale tutte le problematiche relative i rapporti lavorativi;
  • DIRITTO DELL’IMMIGRAZIONE: cittadinanze, decreto flussi, permessi di soggiorno, ricongiungimento familiare, asilo politico, regolarizzazioni lavoratori, Carta Blu UE ,tutela legale e ricorsi;